giovedì, agosto 10, 2006

Madre ke sogno assurdo... sentite qua...

Sono cn un paio di amici su un'altura di una collinetta circondata da una piccola e profonda valle e dal bosco. Tutto è molto pittoresco, compresa l'atmosfera. Abbiamo appena trovato una specie di mausoleo antikissimo, ke incute timore in quanto si dice conservi ancora remoti ed oscuri poteri magici. Io però animata da spirito coraggioso, decido di infiskiarmene delle dicerie e mi accingo così ad entrare, anke se la parola giusta sarebbe avvicinarmi, in quanto il mausoleo è privo di tetto. Gli altri incoraggiati mi seguono. Vedo una statua in legno dall'aspetto severo ke assomiglia vagamente ad un buddah ed un mobile dalla cui vetrina si scorgono tantissimi oggetti, soprattutto di legno e ceramica, ke sò essere manufatti, dall'aspetto molto prezioso. Apro la vetrinae provo a toccarne alcuni. Sono tutti molto belli e caldi. Si, caldi. Ad un tratto qualcuno dei miei amici grida ke stanno arrivando delle guardie, probabilmente xkè abbiamo profanato questo luogo sacro. Gli altri iniziano a scappare mentre io sn indecisa se prendere alcuni degli oggetti, o meno. Alla fine decido di prenderne uno, una specie di spilla di legno cn la testa di ceramica pitturata a mano. E' caldo, faccio un po' di fatica a smuovero ma alla fine riesco a prenderlo e inizio a scappare. Gli altri due sn già molto avanti mentre io corro giù dalla collinetta verso valle cercando di raggiungerli. La polizia li sta inseguendo. La piccola valletta ha erbaccie altissime ke mi arrivano quasi alla testa, quindi potrei nascondermi lì mentre invece continuo a correre cn in mano la strana spilla, cn l'unico intento di raggiungere i miei amici, i quali però sembrano essere sordi alla mia rikiesta di essere aspettata e continuano a orrere, avendo risalito la valletta. Siccome è profonda er fare ciò occorre arrampicarsi, ci riesco a stento senza però rimanere nascosta da una delle guardie, ke subito incomincia a corrermi incontro. Riesco a risalire la valletta e comincio a correre in un senitero del bosco, cn la guardia alle calcagna. Raggiungo una stazione ferroviaria dall'aspetto abbastanza moderno dove entro difilato cn l'intento di prendere un treno e seminare una volta x tutte la maledetta guardia. All'interno trovo xò le makkinette attraverso cui bisogna timbrare il biglietto del treno, ke naturalmente nn ho (altro ke sogno), così scavalco, col risultato ke adesso mi inseguono anke una dozzina di controllori, i quali nn soddisfatti, hanno kiamato anke dell'altra polizia. Continuo a correre nela stazione e finalmente semino tutti, tranne la dannata guardia ke mi segue sin dall'inizio. Prendo al volo un treno e incomincio a correre nel corridoio, sfilandomi nel frattempo la giacca e buttandola via. Trovo un posto libero e mi siedo. Kiedo alla bambina ke mi siede dinanzi se può darmi i suoi vestiti e fare a cambio cn i miei. Accetta di buon grado. Devo assolutamente cambiare look o almeno vestiti se nn voglio essere riconosciuta dalla guardia. Finisco di cambiarmi e mi rilasso. Forse sn salva. A un certo punto sento una mano ke mi stringe il braccio. Mi giro e dietro di me seduta c'è la fatidica guardia ke sorride ghignando silenziosamente. E' un uomo alto, biondo, sui venticinque. Dò uno strattone, mi libero dalla presa e corro nel treno fino a quando nn trovo un bagno e mi rfugio all'interno. Nel frattempo sn arrivati dei controllori, insospettiti dall'inseguimento. La guardia si accorge ke sn kiusa in bagno (eheh) e mi grida di uscire. Poi spiega ai controllori ke mi dà la caccia per aver violato un luogo molto sacro, spiegandogli il posto. Tutti si allarmano per il fatto ke, tra la'ltro, sembra essere alquanto grave. Vogliono portarmi nella questura del loro paese e farmi pagare un'ammenda per il disturbo della quiete pubblica nel treno. Sono costretta ad uscire ad uscire dal cesso, tento un'altra fuga, ma invano. I controllori si arrabbiano ulteriormente, ma la guardia dice ke ha avuto ordini di portarmi nella sua centrale della polizia, si scusa e paga x me la multa. Scendiamo ambedue dal treno e mi scorta nella cittadina in cui siamo capitati. Mi dice di nn provare più a scappare altrimenti sarebbero stati guai seri x me. Mentre mi parla mi guarda cn i suoi okki azzurri, molto grandi, sembrano fatti al computer tanto sn perfetti. Io lo odio sempre più. Nel frattempo è calata la sera e ci fermiamo in un albergo x riposarci. La centrale della polizia cui lui appartiene è ancora lontana, e avremmo dovuto continuare il cammino l'indomani. Nella camera d'albergo provo la fuga un paio di volte, anke queste invano, in quanto lui mi prende e mi butta sul letto, mi blocca cn le sue mani i polsi all'altezza della testa, mi guardia fisso cn i suoi okki azzurri e mi ripetedi nn riprovare assolutamente a scappare. Lo guardo cn odio, ma i nostri visi sn vicini e la lampada sul comodino manda una luce lieve e soffusa. Ad un tratto mi accorgo ke è molto bello ma continuo a guardarlo cn aria ostile. Nel frattempo lui deve aver pensato la medesima cosa xkè molto lentamente avvicina la sua faccia alla mia, mi guarda cn uno sguardo ora dolce e lentamente mi bacia. Io inizialmente mi scuoto debolmente, poi però mi rilasso e continuiamo a baciarci, molto dolcemente. Poi lui mi sbottona la camicetta e mi sfila la gonna, si spoglia e si rimette su di me... e dolcemente, facciamo sesso...

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