..So here we are.
-Naaah, un po' più aperte.. mmmh così.
Rebech ha un cocktail in mano e un fottio di ormoni estrogeni in corpo. La sua voce fluttua come particelle elementari, oggi si sente creativo. E' bianca. La stanza è tutta bianca. Ad eccezione dell'amaca panna. Ma lei è Jess, non è la stanza. Duffy allarga di più le gambe sulla moquette in lana.
-Finirò per bannarti dal mio universo in polvere, Rebh, cristoh.
-Già. Ma avverto del karma negativo, tesoro.
La sua voce è molto più lollipop, adesso. Prima Rebh si rimpinzava di Viagra, ma il dosaggio gli provocava allucinazioni che lo inducevano a credere di essere Plinio il Vecchio. Ora che ha eliminato il problema alla radice, mi fà bagnare con le sue nuove tette. Sono piccole e sode, come le mie. La moquette bianca è anche sulle sedie di ghiaccio e l'acquario che corre lungo tutta la sala ha gli occhi di uno squalo.
-Non penso sia così facile -levati quel dannato bocchino dalle labbra quando ti parlo Di- non facile, dicevo, guarire dall'ofidismo.
-Mh-mh, ormai non mi resta molto. Ho sempre odiato Cleopatra, giuda porco.
-Puoi cedermi i tuoi stivali a spillo nel testamento?
Uno svolazzo.
-Jess dice che la tua entourage è alla porta. Sai.. quell'iconoclasta che sentiva puzza di putrefazione divina diceva che guardando una cascata, nel vario rinfrangersi delle onde si crede di vedere libera scelta e volontà, ma tutto è necessario, e ogni movimento matematicamente calcolabile. Così è anche per le azioni umane, cristoh, si potrebbe calcolare in anticipo ognuna di esse. Ogni errore. Ogni malvagità. Il tizio che compie l'azione vive nell'illusione del libero arbitrio, ma stocazzo, se all'improvviso il mondo si arrestasse un'intelligenza calcolatrice potrebbe raccontare il futuro sin nei tempi più lontani e inimmaginabili.
Duffy estrae dal tacco a spillo una lametta e una pillow con polvere bianca. Tacchetta fino all'acquario davanti il viso di Rebh. Getta sigaretta e bocchino in acqua.
-E l'illusione.. l'illusione della libera volontà, anch'essa appartiene a questo calcolabile e fottutissimo meccanismo.
-Taccerei il vostro tete-à-tete di sobillamento - Ulysses entra strascicando il suo abito da sposa - Se non fosse per.. cristoh Duf, come va con il serpente?
Duffy e Rebh si sorridono con gli occhi, sfiorandosi.
-E' ancora attaccato al mio braccio.
Si dipanano le note di Idioteque.
-Grazie Jess, cara.
Rebech. Uno svolazzo.
La polvere si poggia sull'unico quadrato marmoreo scoperto dalla moquette. Tirano. Il restante và allo squalo. Flash di foto.
-Vi aspetto nel boudoir.
Rebh scompare fra le tende zebrate.
martedì, giugno 24, 2008
mercoledì, giugno 18, 2008
lunedì, giugno 16, 2008
Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.
Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era d'inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve.
Fermati Piero, fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu non lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore.
Sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia.
Cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chieder perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto, troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole.
Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille.. papaveri... rossi.
mercoledì, giugno 11, 2008
La gente mi fà paura. E' di natura abovinevolmente crudele e di un egoismo che sconfina nell'egotismo e nella caparbia quanto assoluta noncuranza verso il prossimo. O quello davanti. Gens pallentes, credo di dica. Cerco di non contraddirla quando posso, di lasciarla scorrere con le sue moine: è proprio quella la razza di esseri viventi con cui devo relazionare, occorre costiparsi, almeno all'esterno. Non penso mi capirebbe, un kookaburra. [mi concedo il gusto del dubbio, però.]
Ad ogni modo, quando invece mi ritrovo a confutarla, cristo, inizia a sgorgare nefandezze anche dagli occhi, notisi il rivoletto di sangue pompato da Mefistofele in persona e le zaffate di zolfo che si porta dietro e, dicevo, mi fà soffrire incommensurabilmente. E' un dolore insidioso perchè reputo intollerabilmente astruso un comportamento del genere, nei miei confronti come in quelli di qualsiasi essere umano e spesso non rientra nelle mie forze morali riuscire a contraccambiarli, la volontà del mio cuore si rifiuta. Lo trovo eccessivamente pernicioso da parte mia rispondere a tono. Sfortunatamente per me, sarebbe meno ostico sciogliere le redini ad un cavallo fatto ad ossido nitroso che i loro nervi, che li portano ad alterarsi a livelli non cognitivi e a defraglare. Bbboato. Per un nonnulla. Come avessero montagne di rancore riciclato (almeno quello) e non sfogato. Sono tutti così maledettamente frustrati.
Idiosincrasia, mio malgrado, vige.
Ad ogni modo, quando invece mi ritrovo a confutarla, cristo, inizia a sgorgare nefandezze anche dagli occhi, notisi il rivoletto di sangue pompato da Mefistofele in persona e le zaffate di zolfo che si porta dietro e, dicevo, mi fà soffrire incommensurabilmente. E' un dolore insidioso perchè reputo intollerabilmente astruso un comportamento del genere, nei miei confronti come in quelli di qualsiasi essere umano e spesso non rientra nelle mie forze morali riuscire a contraccambiarli, la volontà del mio cuore si rifiuta. Lo trovo eccessivamente pernicioso da parte mia rispondere a tono. Sfortunatamente per me, sarebbe meno ostico sciogliere le redini ad un cavallo fatto ad ossido nitroso che i loro nervi, che li portano ad alterarsi a livelli non cognitivi e a defraglare. Bbboato. Per un nonnulla. Come avessero montagne di rancore riciclato (almeno quello) e non sfogato. Sono tutti così maledettamente frustrati.
Idiosincrasia, mio malgrado, vige.
La mia capacità sta nell'incamerare fatti... e poi dimenticarli.
E poi cristo, ormai ogni uomo è egualmente solo,
non abbiamo diritto neanche ad una solitudine individuale -.-
Ma sti granstracazzovisti,
domenica, giugno 08, 2008
Ho capito subito che qualcosa non andava. Allora mi sono rivolta alla mia sorellastra che tengo sotto il letto. "Turpentine" ho strillato. "C'è qualcosa CHE NON VA!"
"Già, c'è qualcosa che non va" ha confermato lei togliendosi le ragnatele dai capelli argentati. "Ti stai trasformando in un segnale stradale."
"Chiama un dottore!" le ho ordinato allora spaventata. Turpentine ha solo due anni, ma non è certo una stupida. E comunque i miei sintomi sono evidenti. Una sensazione di stiramento al gomito e prurito ai palmi delle mani. Sapevo che non sarei rimasta a lungo in questo mondo. Perchè io?, continuavo a pensare. Perchè io? Era un domanda stupida. Trasformarsi in un segnale stradale è diventato piuttosto comune nella mia scuola, e poi io ho continuato a mangiare menù preconfezionati. Ormai era solo questione di tempo.
Ma cosa sarei diventata? Uno STOP? Uno STRADA SCIVOLOSA IN CASO DI PIOGGIA? O magari qualcosa di speciale tipo VECCHIA PISTA SETTENTRIONALE? Lo speravo proprio.
"Già, c'è qualcosa che non va" ha confermato lei togliendosi le ragnatele dai capelli argentati. "Ti stai trasformando in un segnale stradale."
"Chiama un dottore!" le ho ordinato allora spaventata. Turpentine ha solo due anni, ma non è certo una stupida. E comunque i miei sintomi sono evidenti. Una sensazione di stiramento al gomito e prurito ai palmi delle mani. Sapevo che non sarei rimasta a lungo in questo mondo. Perchè io?, continuavo a pensare. Perchè io? Era un domanda stupida. Trasformarsi in un segnale stradale è diventato piuttosto comune nella mia scuola, e poi io ho continuato a mangiare menù preconfezionati. Ormai era solo questione di tempo.
Ma cosa sarei diventata? Uno STOP? Uno STRADA SCIVOLOSA IN CASO DI PIOGGIA? O magari qualcosa di speciale tipo VECCHIA PISTA SETTENTRIONALE? Lo speravo proprio.
domenica, giugno 01, 2008
んムレレ oキ ᄊi尺尺o尺丂
I come down like a hurricane sucked up inside I spit out the suffer you say you want a revelation, revel in This my lover you’re free at liberty is this what you Want? Sometimes I wonder… there’s a highway to
I come down like a hurricane sucked up inside I spit out the suffer you say you want a revelation, revel in This my lover you’re free at liberty is this what you Want? Sometimes I wonder… there’s a highway to
to the edge
once a night you will
drive yourself there
At the end of the road you will
find the answer
At the end of the road you will
drink the fear
(Drink abyss) I come down like a bloody Rain cuts up flesh sky, pulse beating Under meat petals bloom in a bone garden Ain’t no god, no ghost gonna save you now I sell souls at the side of the road Would you like to take a number Take your time come get what you Come for don’t waste my time Come get what you come for I watched you burn in the eye of my sun I fucked you in the eye of my sun
๔เรtเllєгร
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